COPIA ORIGINALE: QUANDO L’ARTE IMITA IL BUIO DELLA VITA

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COPIA ORIGINALE: QUANDO L’ARTE IMITA IL BUIO DELLA VITA

“Se non trovi un lavoro, inventatelo”. Quante volte ci siamo sentiti dire questa frase, magari proprio nel momento in cui eravamo maggiormente a terra, disillusi. Le porte sbattute in faccia, i sogni spezzati, i voli pindarici arrestati a colpi di no e dei soliti “le faremo sapere”. E così l’insicurezza prende il sopravvento; quel briciolo di orgoglio scompare, aspirato dalle parole lanciate come tormenta verso di te. Ti abbatti, ma non cadi del tutto. Ed è proprio in quel momento in cui decidi di ascoltare quel famoso consiglio: “inventati un lavoro”. Così ha fatto Lee Israel, una che di talento e alacrità ne è piena, soprattutto sulle punta delle dita. Lee è infatti una scrittrice e le mani il punto di passaggio, tra la propria fantasia e i tasti della macchina da scrivere. Il caso vuole che, al verde e senza lavoro, con un affitto da pagare e una gatta da curare, la protagonista di Copia originale usi il proprio talento per scrivere lettere attribuite ai grandi del cinema, teatro, letteratura. Per mezzo di un foglio Lee trasforma i suoi pensieri, le sue battute, in attività criminale.

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COPIA ORIGINALE: QUANDO L’ARTE IMITA IL BUIO DELLA VITAultima modifica: 2019-03-14T15:32:39+01:00da save2111
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